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| Addio impronta |

L’Agenzia delle Entrate ha accolto l’istanza Anorc per l’abolizione dell’invio dell’impronta.
A generare dubbi è stato il DMEF del 17 giugno 2014 che all’art. 7, comma 3 disciplina “Le disposizioni di cui al decreto 23 gennaio 2004 continuano ad applicarsi ai documenti già conservati al momento dell’entrata in vigore del presente decreto.”
Interpretando rigorosamente il presente articolo, i documenti conservati fino al 26 giugno 2014 ( giorno di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto) avrebbero dovuto seguire la normativa disciplinata dal DMEF 23 gennaio 2004 che imponeva al Responsabile della Conservazione di trasmettere alle Agenzie fiscali l’impronta dell’archivio informatico.
Tuttavia l’impronta, nata come sistema per prolungare l’efficacia delle marche temporali e conseguentemente dei documenti informatici non ha più utilità di esistere dopo l’emanazione del DPCM 22 febbraio 2013. In particolare i file firmati e marcati temporalmente sono validi, anche in caso di firma scaduta, se e solo se ad essi è associabile un riferimento temporale opponibile a terzi che collochi la generazione di dette firme rispettivamente in un momento precedente alla scadenza, revoca o sospensione del suddetto certificato.
In quest’ottica di semplificazione, l’Agenzia delle Entrate ha voluto accogliere la richiesta di Anorc e di tutti gli operatori di settore acconsentendo all’eliminazione dell’impronta.