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Master Insurtech: un’occasione formativa che non potevamo perdere

Crediamo che la formazione rappresenti una grande opportunità di crescita per le persone, oltre che un vero e proprio generatore di valore per l’azienda. Che sia attraverso la nostra Academy interna oppure attraverso corsi esterni, cerchiamo di proporre ai nostri collaboratori occasioni funzionali al miglioramento delle proprie competenze.

La IIA – Italian Insurtech Association, della quale siamo soci dal momento della sua fondazione nel 2020, ha creato in sinergia con la 24 Ore Business School, un Master dedicato all’innovazione in ambito Insurtech.

Questa opportunità è stata per noi un’occasione da cogliere al volo. La collega Keti Krceva, Project Manager di Microdata Group dal 2018, ha partecipato a questo interessante percorso formativo.

 

Il Master Insurtech è stata una grande opportunità di crescita. Quando è iniziato questo percorso e come si è svolto?

Il Master Insurtech, organizzato dalla 24ore Business School in collaborazione con l’Italian Insurtech Association – IIA, è stato per me una grande opportunità di crescita personale e professionale. Si è svolto in 8 weekend non consecutivi, da novembre 2020 a febbraio 2021, in live streaming. Eravamo circa 50 partecipanti, con background ed età differenti, oltre a diversi docenti e tanti speaker che hanno arricchito le lezioni con le loro testimonianze. Nonostante la “barriera” dello schermo, il Master è stata anche un’occasione di networking, importante per la crescita dell’ecosistema Insurtech.

Ho colto questa opportunità per conoscere meglio il settore assicurativo, ma soprattutto per comprendere l’evoluzione che la tecnologia sta portando al mercato.

Il Master è stato strutturato in 3 moduli.

Nel primo modulo si è parlato di come il mercato assicurativo sta cambiando, dell’impatto che l’Insurtech ha su di esso, di quali sono i nuovi modelli distributivi, di quali sono le esigenze e le aspettative di un consumatore sempre più digitale e di cosa significa fare innovazione.

Il secondo modulo è stato dedicato alle tecnologie abilitanti, dall’intelligenza artificiale alla blockchain, all’IOT e all’extended reality, affrontando anche quelle che sono le implicazioni normative.

Infine, nel terzo modulo abbiamo affrontato il tema delle competenze professionali e come guidare il cambiamento organizzativo.

Inoltre, durante il master sono stati formati 8 team di lavoro per svolgere 3 esercitazioni:

  • Creare una Start-up Insurtech
  • Creare una Divisione Insurtech di una compagnia tradizionale
  • Creare una Tech Service Company che acceleri i processi insurtech

A fine Master, ogni gruppo ha presentato la propria start-up.

 

Di cosa parla il progetto del vostro team?

Al mio gruppo è stata assegnato il focus su Life Insurance.

La nostra idea è stata quella di abbinare l’utilizzo dello smartwatch/smartband alla polizza TCM.

Sfruttando i parametri vitali si incentiva l’utente ad assumere uno stile di vita più sano e per mantenerlo ingaggiato si impostano degli obiettivi che deve raggiungere per ottenere sconti da utilizzare per prodotti fitness e attività di intrattenimento (cinema, teatro, ecc.). Un altro vantaggio per l’utente è il pricing dinamico che si abbassa se si fa più attività fisica.

 

Progetto interessante ed innovativo. Pensi che questa modalità possa essere utilizzata per un vero business?

Esistono già polizze come queste, per esempio nel Regno Unito o in Germania.

L’innovazione in questo progetto, a mio parere, non è tanto nell’idea di utilizzare i dati dei fitness tracker e nemmeno nella tecnologia, ma è soprattutto nell’esperienza del cliente e nel suo coinvolgimento.

Come emerge dal report dell’IIA, i consumatori, in particolare i millennial, preferiscono acquistare un prodotto assicurativo su internet e i loro principali bisogni sono accessibilità, velocità, personalizzazione e trasparenza.

Una delle sfide è, quindi, l’innovazione nella comunicazione: il consumatore deve fidarsi per essere disposto a condividere i propri dati.

 

Come può essere utile l’IA all’interno del settore assicurativo e, nel vostro caso, per l’ambito Vita?

L’intelligenza artificiale, e in particolare, il machine learning serve per analizzare dati e fare delle predizioni in base al modello costruito.

Nel caso della nostra startup, l’IA è fondamentale per l’analisi dati raccolti dai dispositivi, la clusterizzazione degli utenti e la predizione del rischio.

Tutto questo è funzionale all’offerta assicurativa coerente con le aspettative del cliente ed unisce l’analisi dei Big data ai dati raccolti dallo smartwatch.

 

Per maggiori dettagli leggi qui l’articolo di Insurzine su tutti i Project Works dell’edizione 2021.