HR Stories | Storie di persone

Le persone sono il capitale più importante di Microdata Group. In questa pagina vogliamo raccontare alcune storie emblematiche, che crediamo diano Valore alla vita di quella che è una vera e propria Community aziendale.

Luana Martinelli

| Tra i fondatori della Onlus AmOsvaldo e promotrice del progetto “Insieme corriAMO”.

Luana (in foto con il cappellino) lavora da 10 anni in Microdata e si occupa di indicizzazione documentale nei settori bancario e assicurativo. A marzo del 2019 fonda, insieme ad un gruppo di amici, la Onlus AmOsvaldo (Associazione Marcotti Osvaldo), intitolata ad un amico recentemente scomparso, colpito da una malattia degenerativa, la SMA di tipo 2, che causa gravi disabilità fisiche. Nonostante la malattia, Osvaldo restava il perno del gruppo di amici. Ci raccontano quanto fosse un tipo simpatico ed autoironico: non mancava a nessuna delle attività del gruppo di amici.La Onlus nasce per dare a tutti i ragazzi affetti da SMA o con disabilità fisiche gravi, l’opportunità di partecipare alla vita sociale e di proseguire il proprio percorso di studi.Quest’anno, grazie al sostegno di US Cremonese, è stato possibile ricevere un contributo economico, destinando alla Onlus una parte della campagna abbonamenti per la stagione 2019/20, con il quale sono state acquistate due carrozzine per attività sportive: una per correre in città e una per fare trekking.Durante la Maratonina di Cremona è stato possibile collaudarle grazie alla partecipazione di due ragazzi e dieci accompagnatori, che a turni hanno spinto le carrozzine lungo il tragitto. Una partecipazione speciale quella della nostra collega Luana Martinelli che, con gli altri nove accompagnatori, si sono dati il cambio per poter concludere la corsa tutti insieme.

Grazie a US Cremonese che ha generosamente offerto le carrozzine e tanti auguri alla neonata Onlus AmOsvaldo.

www.amosvaldo.org

Diego Donnarumma

| in “vacanza” nelle favelas di Salvator De Bahia

Non è stata una vacanza alternativa, dettata dalla curiosità di sperimentare un mondo così distante dal nostro. Per Diego Donnarumma, 24 anni, il senso della solidarietà è impresso  nel suo DNA. Poco più che bambino inventava giochi per i piccoli del Grest, ha raccolto pomodori in Calabria, nei campi sequestrati dalla mafia, a 14 anni è entrato nell’associazione Cadash Viscontea Onlus di Cremona, e quando ha preso la patente è stato ben felice di dedicarsi al servizio di trasporto e accompagnamento di anziani e disabili. Dopo il lavoro in Microdata (si occupa di back office finanziario), trascorre il suo tempo libero in Parrocchia, impegnato in mille attività, ed è proprio lì che, a febbraio, un amico gli propone  di partire per un’esperienza missionaria in Brasile, nella Parrocchia di Salvador – condotta da Don Emilio Bellani, castelleonese – da poco gemellata con la diocesi di Cremona. Detto fatto. Sono partiti in cinque e per tre settimane  – dal 17 luglio al 10 agosto – Diego si è dedicato ai più piccoli passando da un asilo all’altro per giocare con loro, tenerli in braccio e imparando dolci cantilene in una lingua che, a poco a poco, sarebbe diventata più familiare.  Ha seguito una quarantina di ragazzi organizzando laboratori di musica, ballo, animazione e giochi, ha tenuto lezioni di cucina alle mamme durante l’ora di danza delle loro bimbe (carbonara e mozzarella in carrozza i piatti più gettonati). Ha passato giorni interi nella caotica Salvador, su e giù dalle scale, trasportando vecchi elettrodomestici scartati, da riparare e vendere a pochi Real nel bazar della favela. Ha pulito giardini e gli spazi comuni della Parrocchia. Inutile chiedergli se sia stata una bella esperienza, parlano i suoi occhi, l’espressione del suo viso, il tono di voce. Diego è felice, appagato. “C’è qualcuno che hai incontrato in queste tre settimane e che vorresti ringraziare?”. La risposta è immediata: “Naturalmente i miei compagni e tutta la gente meravigliosa della favela che mi ha accolto come se fossi uno di loro. Ma in particolare vorrei ringraziare la mia supercapa, Carolina Cortellini. Quando ha saputo dove sarei andato ha fatto un grande strappo alla regola, concedendomi di prendere le ferie tutte assieme.” Messaggio ricevuto Carolina? Ormai hai creato il precedente e il prossimo anno Diego ti farà la stessa richiesta. Perché una cosa è certa, dedicherà sempre le sue vacanze a missioni di solidarietà in giro per il mondo. (nella foto in alto a sinistra, Diego è il secondo da sinistra, in piedi)

Salvo Falbo

| i buoni frutti del percorso di eccellenza

Il tema dello stage è stato molto preciso: individuare una soluzione digitale innovativa per la gestione dei magazzini e il tracciamento delle merci. Salvo Falbo, 19 anni, primo anno di ingegneria informatica al Politecnico di Milano (sede di Cremona), giunto in Microdata tramite il Percorso di Eccellenza, non si è perso d’animo e con l’entusiasmo della sua giovane età si è messo subito al lavoro. “Non avevo grandi aspettative da questo stage, pensavo mi avrebbero fatto fare il caffè o poco più – racconta Salvo sorridendo – e invece sto vivendo un’esperienza formativa davvero molto interessante e costruttiva”. Coordinato dal project manager Davide Cattani – ex POLIMI – Salvo ha lavorato in azienda per sei settimane dedicandosi, in una prima fase, all’attività di scouting sulle tecnologie esistenti. Successivamente ha prodotto una proposta di progetto che è stata molto apprezzata e valutata positivamente dall’intero top management di Microdata. Dare spazio e valore a giovani di talento è un aspetto importante della mission aziendale. Da tempo Microdata dedica impegno e risorse per contribuire all’alta formazione di una generazione che possa avere opportunità di carriera nella digital transformation. Grande, dunque, è la soddisfazione quando l’impegno nel Percorso di Eccellenza si traduce in ottimi frutti, capaci di contribuire allo sviluppo dell’economia locale

Andrea Joriini

| lo psicologo in azienda

23enne di Cremona, Andrea ricopre il ruolo di referente della selezione e formazione delle  risorse umane in Microdata dopo aver svolto anni fa un tirocinio della durata di 2 mesi. «Sin dal primo giorno mi sono state date responsabilità: sono il primo filtro dell’azienda per quanto riguarda la selezione di nuovi candidati. Ho ricevuto grande sostegno da tutti e con la parte amministrativa c’è un confronto costante e quotidiano. Il focus centrale della mia esperienza? Il valore che viene dato ad un giovane in Microdata».
Durante gli studi ha svolto un primo tirocinio in Microdata lavorando in sinergia con Monia Taraschi, psicologa aziendale e tuttora titolare della funzione.
«E’ stata un’esperienza che mi ha lasciato tanto – prosegue – e da qui è poi nata questa nuova possibilità: diventare referenre dell’ufficio durante l’assenza  per maternità di Monia. Non so quante aziende possano contare su una figura così specializzata e quante realtà investano su una persona giovane e senza esperienza. Grazie a Microdata sto vivendo un’esperienza formativa importante, in un’azienda qualificata e di alto livello».

Marcello, Alessandro e Andrea

| Alto Apprendistato in Microdata

Tre ingegneri impegnati in Microdata hanno completato con successo il programma formativo dell’Alto Apprendistato: in azienda da alcuni anni, Marcello Pavoni, Alessandro Ruggeri e Andrea Brunetti hanno frequentato con successo il master universitario “Development of innovative software products” ed ora sono stati assunti a tempo indeterminato. L’obiettivo del master, finanziato da Regione Lombardia e gestito dal Cefriel (Politecnico di Milano), è quello di formare sviluppatori di software innovativi. E il Gruppo Microdata ha subito colto l’opportunità, assumendo il maggior numero di giovani tra le aziende lombarde.
«Siamo soddisfatti del percorso intrapreso – spiegano il 28enne di Castelverde Ruggeri e il 27enne di Pontevico Pavoni – e riconoscenti a Microdata per averci permesso di cogliere questa importante opportunità. L’innovazione è stata il motore di tutto: spinti dall’ottica evolutiva dell’azienda, con questo master ci siamo allineati ultime tecnologie presentando una tesi dal titolo ‘Classificazione documentale e Misurazioni-Dashboard’».
Percorso analogo quello intrapreso dall’ingegnere Andrea Brunetti, che si è occupato del ‘Portale ASD (Accesso Semplificato Documentale)’. «Esperienza positiva – conclude il 25enne milanese – che ha fornito spunti interessanti per il mio lavoro di configurazione e sviluppo di sistemi di gestione documentale in Mediadoc (azienda del Gruppo Microdata)».

Keti e Matteo

| stage sui Big Data

Due studenti universitari del territorio attivamente coinvolti in un percorso formativo innovativo: sono la 25enne Keti Krceva e il 23enne Matteo Bacchio i giovani impegnati in azienda che si stanno occupando del progetto ‘Next generation’ orientato ai Big Data. Keti e Matteo sono protagonisti di uno stage che li vede coinvolti direttamente nei processi aziendali e nello sviluppo di tecnologie per servizi all’avanguardia. «Un progetto entusiasmante – commentano – che ci sta stimolando molto».
La 25enne Keti, studentessa del Politecnico di Milano, facoltà di Ingegneria gestionale, resterà in azienda 3 mesi. «Ho deciso di mettermi in gioco – spiega – mi sento coinvolta e responsabilizzata nel poter lavorare a questo progetto innovativo che mi sta permettendo di acquisire conoscenze sempre nuove».
Al lavoro al suo fianco c’è Matteo, che frequenta la facoltà di Ingegneria informatica sempre al Politecnico di Milano. Lavorerà in Microdata 300 ore. «Ero incuriosito dallo spirito innovativo di Microdata – conclude – a seguirci nel nostro percorso formativo è direttamente il project manager dell’azienda e l’ambiente lavorativo di Microdata ci permette di portare avanti questo stage con tutti gli strumenti e le attrezzature necessarie».

Flora Santorelli

| archivista 2.0: dalle pergamene ai file

Da tempo Flora, milanese, è la nuova responsabile della funzione archivistica di conservazione dell’azienda. Una professionalità ‘classica’ che sta evolvendo al passo con l’innovazione digitale. «La metodologia di approccio ai documenti resta invariata, ma cambiano le caratteristiche tecniche e le modalità operative: dalle pergamene ai file. La costante innovazione dei processi porta un archivista a sviluppare anche competenze informatiche e organizzative, con l’obiettivo di trovare punti di contatto trasversali alle differenti professionalità che fanno parte dell’ecosistema aziendale. In Microdata ho trovato una realtà molto umana, attenta alla persona. Un valore raro, che va preservato. Seguendo l’ottica evolutiva dell’azienda mi occupo anche di redigere approfondimenti normativi riguardanti le mie attività. Sul tema della conservazione digitale siamo orientati a investire sempre più tempo per fare formazione e dare informazioni accurate ai clienti, in modo da fornire loro tutti gli strumenti necessari per confrontarsi adeguatamente con la conservazione a norma».

Marco e Francesco

| percorso d’eccellenza in Microdata

Giovani di talento per l’innovazione. Un connubio che da sempre caratterizza l’azienda, ora concentrata su Blockchain, eLearning e Chatbot. Ambiti di applicazione approfonditi tramite il Percorso d’Eccellenza che ha visto protagonisti i 20enni Marco Brambillaschi (ingegneria informatica) e Francesco Cannata (ingegneria gestionale).
Due studenti del Politecnico di Milano, sede di Cremona, che per sei settimane hanno lavorato in azienda coordinati dal Project Manager Davide Cattane: «Lavorando in gruppo e con logiche di smart working – spiega Cattane – abbiamo approfondito tematiche innovative: gli studenti hanno così potuto fare esperienza e acquisire competenze; l’azienda portare avanti temi di forte interesse sia per sviluppo e innovazione interna, che per potenziali nuovi servizi rivolti ai clienti». «Esperienza formativa importante – aggiungono Marco e Francesco – abbiamo lavorato insieme a diverse professionalità approfondendo in modo teorico e pratico temi innovativi. E’ stato un lavoro di gruppo intenso, ma soddisfacente».
Nella foto Marco, il referente del progetto, Keti Krceva, e Francesco.

Andrea Crestani

| nuovo Compliance Manager dell’azienda

Anticipare un mercato sempre più complesso anche nella regolamentazione, continuando a investire ai massimi livelli di qualità e sicurezza. E’ su questa base che Microdata ha inserito nella propria struttura organizzativa una nuova figura, il Compliance Manager. Questa figura verifica la correttezza delle procedure e il rispetto delle norme confrontandosi con i vari reparti di Microdata e restituendo poi risposte precise ed esaustive al richiedente. «Dopo la maturità scientifica – spiega Andrea Crestani (31 anni) – ho lavorato per 6 anni in una società di consulenza di Torino nel settore Qualità, Ambiente e Sicurezza sul lavoro. Sono poi arrivato a Cremona, dove per 2 anni sono stato Responsabile Qualità e Sicurezza per un’azienda del territorio. Tutte esperienze che mi hanno portato ad arrivare in Microdata nell’ottobre 2017. Gestisco gli input in arrivo da clienti, da leggi, norme e regolamenti e grazie al confronto con i reparti IT, Produzione, Commerciale e HR fornisco gli ouput. Inoltre verifico il rispetto dei requisiti, attraverso audit interni o verso i fornitori». Il più recente progetto che ha coordinato in azienda è stato il percorso di adeguamento al nuovo Regolamento europeo per la protezione dei dati personali (GDPR).

Roberta

| Da ProFamily (Gruppo Banco BPM) un ‘grazie’ che vale più di mille parole

Microdata gestisce i servizi di Back office di ProFamily, grazie a un apposito gruppo di operatori, coordinato da Daniele Ramazzini.
Roberta Oesterle è un’operatrice di questo gruppo e, come tutti, mette le sue competenze a disposizione di un cliente finale per risolvere un problema. Il cliente in questione – che lavora per coincidenza proprio nel settore assicurativo – si complimenta con lei per iscritto, per la rara disponibilità, gentilezza e professionalità. La cosa colpisce a tal punto ProFamily che il suo AD -, Massimo Dorenti -, e l’Head of Operations -, Stefano Malvicini -, vengono appositamente a Cremona per incontrare Roberta e i suoi colleghi.
Entusiasta, Dorenti si rivolge a Carolina Cortellini e Alfredo Lupi, CEO di Microdata:  «La passione che mettete in quello che fate la rivedo in questi ragazzi», e poi rivolgendosi a tutti: «E’ la passione che permette di lavorare bene, come voi state facendo, e di crescere». Gli fa eco Stefano Malvicini: «Se mettiamo in campo le emozioni nessun obiettivo è irraggiungibile». Come da trent’anni a questa parte per Carolina e Alfredo: «Le persone sono il valore aggiunto dell’azienda».

Davide Cattane

| Project Manager in Microdata

Il 30enne ingegnere cremonese lavora come Project Manager in Microdata, dopo aver collaborato per anni con il Politecnico di Milano, università dove ha conseguito la laurea specialistica in Ingegneria Gestionale. «Ho un ottimo ricordo del Poli e considero l’esperienza universitaria una scelta azzeccata, sia per le conoscenze, che per il metodo di lavoro».  Da qui è poi arrivato il passaggio Microdata.  «Avevo già avuto modo di collaborare con l’azienda nell’ambito della mia prima esperienza professionale e, proprio mentre avevo iniziato a maturare l’esigenza di mettermi in gioco con una nuova esperienza lavorativa, sono stato contattato dalla direzione aziendale, che era alla ricerca di un Project Manager da inserire nell’area commerciale. Nell’ambito del Polo per l’Innovazione Digitale c’è una forte sinergia tra Microdata e il mondo universitario da cui provengo,  per una collaborazione che porta ad effetti positivo sul territorio».
Per leggere l’intervista completa clicca qui.

Eleonora Bignami

| Donare il midollo per dare speranza

34enne di San Bassano, Eleonora lavora in Microdata dal 2011 e si occupa di back office assicurativo. Di recente ha deciso di donare il midollo per un bambino californiano affetto da leucemia. Il piccolo ora sta meglio e l’esperienza di Eleonora è arrivata dritta al cuore di molte persone: anche una collega ha scelto di iscriversi all’Admo (l’Associazione dei donatori di midollo osseo). «Sono stata fortunata nell’aver avuto questa possibilità:  ora un bambino e la sua famiglia hanno passato il Natale più bello della loro vita. Ed io penso di aver dato un senso in più alla mia vita. La compatibilità tra di noi era del 100%, parliamo quindi di una situazione rarissima (una persona ogni 100mila) e quindi non potevo tirarmi indietro. Ho poi scritto una lettera al bambino, augurandogli di studiare, crescere, fare sport e divertirsi, ricordandogli che il cielo dell’Italia è lo stesso di quello degli Stati Uniti».
«La direzione di Microdata – aggiunge – così come i colleghi, hanno condiviso la mia scelta, mi sono stati vicino in ospedale e hanno pregato per me. Hanno così potuto conoscere questa possibilità di donare speranza, che è ancora poco conosciuta in Italia».

Michael Ruscelli

| Il Baskin come esperienza di crescita personale

Ha 37 anni, lavora dal 2011 in Microdata e si occupa di back office finanziario. Lo sport gli ha insegnato molto, come ex giocatore di basket ha imparato a dare il massimo delle proprie capacità e a condividere con i compagni vittorie e sconfitte. Nel 2009 viene coinvolto nel primo corso per allenatori del Baskin, una formula sportiva, basata sulle regole del basket, nata nel 2003 a Cremona con l’obiettivo di creare un contesto di inclusione e di pari opportunità, facendo giocare, in un’unica squadra, ragazzi e ragazze con caratteristiche diverse, anche con gravi disabilità. Perché tutti possono offrire un contributo in base alle proprie caratteristiche.  Michael nel 2010 inizia l’avventura come coach e scopre un mondo sicuramente impegnativo ma di grande soddisfazione “Quando vedi cosa riescono a fare questi ragazzi – afferma – puoi solo diventare più forte. Affrontano la competitività con una dominante emotiva importante, ma la vivono in modo genuino e divertente”. Quattro anni fa parteciparono per la prima volta al campionato nazionale. Bella esperienza ma brutta figura: vennero subito eliminati. Non si scoraggiano, raddoppiano il loro impegno, ce la mettono tutta  e quest’anno  la Team Baskin Fadigati ha portato a casa lo scudetto. A Michael brillano gli occhi quando parla dei suoi ragazzi: “Tutti sono migliorati e cresciuti, è un’emozione vedere i loro progressi e sapere che risultati come questi sono frutto di un lavoro di squadra e si ottengono solo quando si condividono gli stessi valori.  Proprio come accade sul lavoro, se non collabori, non condividi e non offri il tuo aiuto il lavoro non gira e perdi entusiasmo”.

Tom Roessger, Lamiaa Nadir, Giacomo Tolomini

| Il valore di una formazione personalizzata

In Microdata da pochi mesi, hanno appena concluso il loro percorso formativo sul servizio di contact center specializzato in lingua tedesca. Sono Tom Roessger, Lamiaa Nadir e Giacomo Tolomini. Tre personalità molto diverse, c’è il timido e c’è l’estroverso, c’è chi ha già maturato diverse esperienze lavorative e chi invece ha da poco terminato gli studi, c’è chi è di madrelingua tedesca e chi ha lavorato in Germania. In comune avevano una buona conoscenza del tedesco e la voglia di migliorare, in tutti i sensi. Ora sono un team di lavoro già piuttosto affiatato e pronto ad affrontare la sfida del nuovo incarico. Prima però abbiamo voluto capire quanto fossero soddisfatti del programma formativo confezionato su misura per loro. Per la nostra organizzazione la formazione è una cosa molto seria, ci dedichiamo anima e corpo, investiamo parecchie risorse, ma siamo consapevoli che esisteranno sempre spazi di miglioramento. Così rompiamo le scatole a tutti facendo domande su domande, a volte ci rendiamo conto di mettere in imbarazzo i nostri colleghi, ma alla fine riusciamo a sbloccarli e a farci dire, in totale libertà, se sono veramente contenti o se hanno colto eventuali criticità o lacune non colmate. Invece nessun imbarazzo per il nostro neo “Deutsches Trio“, sono andati a briglia sciolta commentando la preparazione della docente di lingua, che li ha letteralmente entusiasmati; apprezzando (molto) il corso sulla corretta gestione della voce – «chi se l’aspettava che si preoccupasssero anche del nostro benessere» – e mostrando un sincero compiacimento per essere entrati in un’impresa così ben strutturata, equivalente ai migliori esempi europei. “Non sembra neanche d’essere a Cremona“. A questo punto ci siamo arresi, di fronte ad un’affermazione del genere cos’altro volevamo sapere? Abbiamo capitolato e abbandonato il tono da investigatore. La formazione ha centrato l’obiettivo. Buon lavoro ragazzi!

Jessica

| Insurance Back Office operator con il volontariato nel cuore

Dedicare il viaggio di nozze per fare del volontariato? E’ ciò che hanno fatto Jessica Guarneri, 27enne Insurance Back Office operator in azienda, e il marito Luca. La loro iniziativa solidale li ha portati a stretto contatto con le popolazioni di Thailandia, Vietnam e India. «Nei vari villaggi – spiega Jessica – abbiamo aiutato i genitori a svolgere le faccende quotidiane e cucinato insieme a loro. Abbiamo portato biscotti ai bambini e giocato insieme a loro. E proprio i più piccoli, con la forza della spontaneità, ci hanno fatto capire che ognuno ha il potere di sprigionare energia positiva e amare e sorridere fa bene a noi e al mondo intero».
Sono stati due mesi intensi per la giovane coppia, che già in passato era stata nei Paesi asiatici per alcuni periodi di vacanza. «Da Microdata ho avuto grande appoggio: l’azienda ha sin da subito supportato la mia causa. E  questo è raro al giorno d’oggi. Sono tornata con il cuore pieno di storie, sensazioni ed esperienze importanti che ho condiviso con i colleghi».