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Contact center più italiani. Microdata già in regola

Al via la rivoluzione nei servizi di Contact Center, che si completa dal 1 aprile.

La nuova disciplina (regolata da una nota informativa del MISE) porta con sé tre grandi novità, ma Microdata è già pronta ad affrontare la sfida:

  • Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) tenuto dall’AGCOM, obbligatorio dal 2 marzo 2017 per tutti gli operatori del settore (Microdata è già iscritta).
  • Tale obbligo segue quello dello scorso gennaio, con gli operatori di contact center – inbound e outbound – che devono preliminarmente fornire all’interlocutore informazioni circa il Paese in cui è fisicamente collocato il servizio.
  • I contact center dovranno fornire ai clienti anche la possibilità di richiedere un operatore italiano, per un insieme di regole e accorgimenti che mirano a migliorare il servizio nel suo complesso.

| Il nostro stile di business |
Microdata ha scelto da sempre un forte radicamento territoriale e un alto livello qualitativo nei servizi.
“A differenza di quanto si pratica normalmente sul mercato – dichiarano soddisfatti Carolina Cortellini e Alfredo Lupi, fondatori e amministratori di Microdata Group –  noi non abbiamo mai pensato di delocalizzare le nostre strutture di contact center. E, anzi, queste disposizioni confermano la bontà delle scelte che abbiamo fatto molti anni fa”.

Scelte che hanno portato a sviluppare in Italia competenze di altissimo valore da parte di giovani italiani, per i quali si investono rilevanti risorse sia in fase di recruiting sia nei percorsi di formazione continua e che hanno pagato in termini di performances, con percentuali di errori di lavorazione tra le più basse del mercato.
“A questi risultati, ovviamente – proseguono – ha contribuito anche l’attenzione costante alle esigenze dei clienti, in un’ottica evolutiva: per noi è fondamentale investire nel lungo termine in tecnologie di proprietà, per le quali otteniamo il massimo controllo in ciascuna fase dei processi. Senza sorprese per il cliente”.