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Dall’incubo allo Smart Working

DOV’ERAVAMO (quando tutto è cominciato)

C’era chi si trovava in montagna in quel weekend.
Chi si stava preparando per portare i figli al corso di nuoto.
Qualcuno si era organizzato per andare a vedere quell’interessante mostra al museo.
Altri erano per strada; si recavano a far visita (come tutti i Sabati) al genitore che abita nella città vicina.
Naturalmente c’era chi era appena entrato al supermercato per la consueta spesa settimanale.
Alcuni infine (forse i più) stavano cominciando a rilassarsi (dopo l’abituale stress della settimana lavorativa) senza fare nulla di particolare, semplicemente…“rallentando i ritmi”.
Ma tutti, TUTTI, dopo quel weekend, non sarebbero più stati gli stessi.
Almeno per un po’.

GIORNO ZERO (Sabato 22 Febbraio 2020)

Oddio! E adesso?
Cosa facciamo?
Ma quanti sono? dove esattamente?
Nooooo, così vicini?!
Abbiamo qualcuno della “zona rossa”?
Ehi, il Comune ha appena comunicato la chiusura delle scuole.
Allora è veramente grave!!
Porca Eva! (beh, non dissero proprio così)
E se ci fanno chiudere l’azienda?
E le nostre persone?
E i nostri clienti?

CALMAAAAAAAAA!!!
Allora, da dove cominciamo?
…… riflessione. Apparentemente lunghissima, smisurata, infinita. In realtà, durata non più di una manciata di secondi.
Poi, il coro.
Unanime, sicuro e all’unisono.
Dal sentiero di montagna, dal supermercato, da casa, dall’auto …

PRIMA LE PERSONE!!

Pochi istanti di silenzio.
Poi, quasi increduli, ci sentiamo di nuovo, tutti, in pista.

BENE, ALLORA COMINCIAMO DALLO SMARTWORKING…e dalle mascherine.